
Si è tenuto di recente l’evento “ITSM Evolution“, una giornata intensa di confronto e visione organizzata da CRMpartners in collaborazione con Freshworks per immaginare insieme il Service Desk support del 2030.
L’obiettivo: esplorare il futuro dell’IT Service Management in un’era dominata dall’Intelligenza Artificiale.
Lungi dall’essere un semplice convegno tecnologico, l’incontro ha tracciato una rotta che mette al centro l’essere umano, analizzando come l’AI nell’ITSM possa diventare un potente fattore abilitante per migliorare l’employee e la customer experience, a patto di saperla usare con consapevolezza. Attraverso gli interventi illuminanti di Beppe Carrella, le analisi pragmatiche di Luca Ciaraffo e la sessione interattiva guidata da Simone Schillaci, è emerso un quadro chiaro: il futuro non è una sostituzione, ma una collaborazione potenziata.

L’AI nell’ITSM: attenzione ai Bias e alla “Rete di Sostegno”
L’apertura dei lavori, affidata a Beppe Carrella, ha volutamente scardinato le certezze del pubblico, invitando a una riflessione profonda che va oltre la tecnologia. Carrella ha distinto tra morale (l’insieme delle regole) ed etica (la capacità di sfidare quelle regole per un bene superiore), citando l’esempio di Rosa Parks. Questo non è un mero esercizio intellettuale, ma un monito: l’innovazione richiede il coraggio di andare controcorrente. La sua metafora dei “Jetsons” (I Pronipoti) è stata illuminante: nel 1963, la serie animata aveva predetto quasi tutte le tecnologie odierne, dalle videochiamate al personal trainer, ma aveva fallito completamente nell’immaginare i cambiamenti sociali.
La lezione è chiara: possiamo prevedere gli strumenti, ma non come la società li userà e ne sarà trasformata. Per questo, ogni implementazione tecnologica dovrebbe essere preceduta da un’analisi del suo impatto organizzativo, una pratica oggi spesso trascurata.
Un altro concetto chiave introdotto da Carrella è quello della “rete di sostegno“: una nuova tecnologia, come l’automobile, non sostituisce la precedente (il cavallo) dall’oggi al domani. Impiega decenni per costruire l’ecosistema necessario (meccanici, strade, benzinai) che la supporti. L’AI oggi necessita della sua rete di sostegno, fatta di competenze, processi e una nuova cultura aziendale. Infine, il suo monito sull’innovazione è stato perentorio: “l’innovazione è stare davanti”, tracciare la rotta affinché gli altri seguano, non rincorrere. Questo richiede di farsi le domande giuste e continuare a camminare, senza fermarsi.
La realtà pratica: dal Service Desk support frammentato all’ITSM Chatbot
Dopo il quadro visionario di Carrella, l’intervento di Luca Ciaraffo, CX/EX Research and Development Manager, ha calato questi concetti nella realtà operativa dell’ITSM italiano e del service desk support. Ciaraffo ha dipinto un quadro fin troppo familiare per molte aziende: un service desk support assente o frammentato, dove i dipendenti usano canali personali come WhatsApp, email dirette o telefonate per chiedere supporto, che sia per un problema con la VPN o un chiarimento sulla busta paga. Questo caos genera un circolo vizioso di inefficienza: le richieste non vengono tracciate, i tempi di attesa si allungano, la frustrazione cresce sia per il dipendente che per l’operatore, che rischia il burnout. Il service desk support va in crisi.
La soluzione non risiede solo nell’adottare un sistema di ticketing, ma nel comprendere le “nuove” aspettative dei dipendenti, che in realtà sono sempre esistite: vogliono servizi accessibili, risposte tempestive e un supporto conversazionale. È qui che l’Intelligenza Artificiale entra in gioco, non come sostituta dell’umano, ma come strumento di supporto per liberarlo dalle attività a basso valore aggiunto. L’idea è che un ITSM Chatbot possa gestire in autonomia l’80% delle richieste ripetitive (come “spegni e riaccendi la stampante” o “dammi l’accesso alla VPN”), lasciando agli specialisti umani il tempo per occuparsi del “lavoro interessante”: l’evoluzione dell’infrastruttura, la gestione di problemi complessi, la strategia. La soluzione chatbot AI a supporto dell’IT diventerà il nuovo standard di settore.

La soluzione chatbot con Freddy AI: un co-pilota per l’Agente e un assistente per l’Utente
Ciaraffo ha poi presentato Freddy AI, l’ITSM Chatbot di Freshworks, mostrando concretamente come questa filosofia si traduca in funzionalità operative.
Freddy si divide in due macro-aree:
Freddy Co-pilot (per l’operatore): Un vero e proprio “co-pilota” che potenzia il lavoro dell’agente umano. È in grado di generare riassunti istantanei di ticket complessi con lunghi thread di conversazione, suggerire articoli della knowledge base basandosi sull’analisi dei ticket ricorrenti e persino generarne bozze, e offrire traduzioni in tempo reale per team service desk support che operano in contesti multiculturali.
Freddy Agent (per l’utente finale): La soluzione chatbot integrabile su Teams, portali o chat, con cui il dipendente può dialogare. Questo bot cerca soluzioni nella knowledge base aziendale e, se non le trova, raccoglie in modo strutturato tutte le informazioni necessarie prima di inoltrare il ticket a un operatore umano. È proprio questa capacità di “deflazionare” le richieste che porta a risultati come il 53% di ticket evitati, perché risolti in autonomia dall’utente grazie al supporto dell’AI.
Un caso di studio reale, quello di Ali Parts, un rivenditore globale di pezzi di ricambio, ha dimostrato l’impatto di un’applicazione pragmatica dell’AI integrata con Freshdesk. Integrando un sistema intelligente capace di estrarre i codici prodotto dalle email dei clienti e interrogare SAP per prezzo e disponibilità, sono riusciti a dimezzare i tempi di risposta e ad abbattere le barriere linguistiche, con un progetto implementato in soli due mesi. La soluzione chatbot si è rivelata la scelta giusta per potenziare il lavoro dei dipendenti e migliorare le performance del reparto.

Visione collettiva: cosa aspettarci dall’AI nell’ITSM?
La sessione interattiva condotta da Simone Schillaci, AI Evangelist e Marketing Coordinator, ha trasformato il pubblico da spettatore a protagonista, raccogliendo opinioni e aspettative sul futuro dell’AI nell’ITSM.
Una delle discussioni più interessanti ha riguardato gli obiettivi strategici. Sebbene la riduzione dei costi sia un driver importante, i partecipanti hanno dato grande valore alla capacità di anticipare e prevenire i problemi.
Risolvere un problema prima ancora che l’utente debba aprire un ticket è stata identificata come la vera metrica del successo per il service desk support del futuro.
Ma cosa farà l’essere umano nel service desk support del 2030? La visione collettiva è stata ottimistica: il suo ruolo evolverà verso quello di supervisore, orchestratore e gestore della complessità. Le skill del futuro non saranno più tecniche, ma umane: problem solving, gestione della pressione, intelligenza emotiva e, sorprendentemente, ironia, intesa come la capacità di non prendersi troppo sul serio e di saper cambiare rotta, una qualità che gli algoritmi non possiedono. L’essere umano non sarà più colui che esegue il task, ma colui che progetta, supervisiona e migliora il sistema, concentrandosi sulle crisi e sulle relazioni complesse.
Service desk support con AI: Conclusioni e Prossimi Passi
L’evento “ITSM Evolution” ha lasciato un messaggio forte e chiaro: la rivoluzione dell’AI nell’ITSM non è una minaccia, ma un’opportunità per ridefinire il valore del lavoro umano.
Stiamo passando da un paradigma del “dimmi come fare” a uno del “fallo tu per me” per le attività ripetitive, liberando così le persone per compiti più strategici e creativi e lasciando il lavoro “sporco” agli ITSM chatbot.
La tecnologia è pronta, ma il successo dipenderà dalla nostra capacità di costruire quella “rete di sostegno” fatta di nuove competenze, processi ripensati e una leadership consapevole.
Le conversazioni, le idee e i dati raccolti durante questa giornata confluiranno in una guida strategica completa, un report che traccerà le linee guida per navigare la trasformazione dell’ITSM da qui al 2030.
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